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Quando non si hanno più pilastri su cui
appoggiarsi entriamo nel campo della
protesi totale, protesi senza compromessi in quanto sfrutta come unica
fonte di stabilità le mucose. Rendere meno traumatico l’approccio alla
cosiddetta “dentiera” è il traguardo più ambito e
ricercato da qualsiasi protesista. A tal fine è indispensabile rendere la
protesi totale un dispositivo tecnologico che lavora in perfetta armonia
con le strutture anatomiche che la ospitano offrendo un elevato confort
ed un aspetto estetico perlomeno il più naturale possibile. La sua realizzazione non deve essere
intesa quindi solo come la produzione in serie di un prodotto del
laboratorio odontotecnico, ma progettata “ad hoc” per ogni paziente. E
poiché innumerevoli sono le variabili ed i parametri clinici da
rispettare, indispensabile è, ancora una volta, una corretta
collaborazione tra medico e tecnico, sostenuta da una buona
qualificazione di entrambe le figure professionali. I vari passaggi che comportano
l’esecuzione di questo tipo di protesi non permettono in nessun modo
distrazioni: dalla valutazione dei parametri tecnici alla presa della
prima impronta che permette di eseguire un
portaimpronte dedicato al caso specifico, alle registrazioni degli
archi facciali, ai
tamponi di masticazione (la
registrazione dei rapporti occlusali in protesi totale è sempre un
momento particolarmente esaltante), alle impronte definitive. Il momento dell’esecuzione vero e
proprio della protesi segue a una lunga fase di preparazione
particolarmente delicata. Un piccolo errore qui ci renderà la vita
difficile poi. La scelta dei denti in
resina o in ceramica, nelle loro diverse forme, e il conseguente
posizionamento degli stessi nella posizione ideale per permettere una
corretta masticazione abbinata ad una fonetica da non sottovalutare,
sono le fasi di sviluppo vere e proprie della protesi. La scelta della
resina per palati, che sarà la base di sostegno dei
denti e stabilirà la tenuta degli stessi nel cavo orale, è un altro passaggio
fondamentale.
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