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La necessità del ripristino dei denti
perduti con opportune protesi deve essere ben illustrato per capire la
sua importanza. La prima ragione della necessità di una
ricostruzione protesica parziale è
quella di ridare all’individuo la sua possibilità di masticazione
completa. La seconda, non meno importante, è la cosmetica, specialmente
quando si tratta della perdita di denti anteriori e quindi in posizione
visibile. La terza ragione della necessità di ripristino dei denti
perduti, se possibile, è ancora più importante, poiché tutti sappiamo
che i denti isolati sono migratori e con il passare del tempo notiamo
che i denti prossimi a quelli avulsi si sono spostati mesialmente o
distalmente rispetto alla loro sede naturale alterando così i
rapporti di occlusione con quelli
antagonisti e quindi, non lavorando sull’asse delle radici, sono
destinati all’avulsione anche se integri, per dondolamento. Un’alterazione notevole che presenta
parecchi problemi all’odontotecnico è data dallo spostamento verticale
dei denti naturali quando mancano i
denti antagonisti. Tal volta arrivano a toccare, o quasi, le
creste alveolari antagoniste, impedendo
l’applicazione di protesi o concedendo l’applicazione di protesi
antiestetiche e pochissimo funzionali. La protesi scheletrica viene definita
anche semifisiologica perché trasmette i carichi funzionali in parte
sugli organi naturali e in parte sulle mucose. Sugli organi naturali
attraverso i ganci con appropriati cavalieri i
quali, lavorando come sostegno sui denti
pilastro, impediscono che tutto il carico masticatorio si trasmetta
direttamente sulle mucose. Questo tipo di protesi è ormai di
largo uso grazie allo sviluppo dei materiali di duplicazione e dei
rivestimenti che ci permettono
monofusioni di elevata precisione. L’uso di
leghe a basso costo e biologicamente compatibili ha fatto il resto
permettendo allo scheletrato di essere alla
portata di tutti. La protesi scheletrica da’ la possibilità inoltre di
mantenere tonica la mucosa gengivale
grazie al richiamo di sangue esercitato dalla pressione alternata che si
crea durante la fase masticatoria. I ganci ben aderenti non danneggiano
o quasi i denti su cui lavorano grazie alla durezza dello smalto,
superiore a quella delle leghe. Un’eventuale insuccesso è quasi sempre
dovuto alla cattiva scelta dei ganci, ad un’errata progettazione e
quindi ad un bilanciamento non ottimale della protesi.
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